Un ricercatore italiano potrebbe passare alla storia per aver sconfitto la sclerosi multipla. Il suo nome è Paolo Zamboni, il quale pare aver trovato la causa scatenante nonché la possibile cura.
Lo studio, che verrà pubblicato sul prestigioso Journal of Vascular Surgery, sottolinea come nel 90 per cento dei casi la malattia potrebbe essere provocata da ostruzioni alle vene che causano un cattivo drenaggio del cervello.
Il responsabile della ricerca afferma: “un drenaggio non ottimale consente la fuoriuscita di ferro e di cellule immunitarie nel tessuto cerebrale, che così viene danneggiato. Ho notato che i pazienti affetti da sclerosi mostrano un restringimento delle vene che credo sia rilevante per lo sviluppo della patologia”.
Il dott. Zamboni ha messo a punto un possibile trattamento basato sull'inserimento di palloncini all'interno delle vene allo scopo di allargarle ed eliminare così l'ostruzione. La percentuale di successo dell'intervento è molto alta, più del 70%. Fra i pazienti, c'è la moglie del medico, affetta dalla malattia dal 1995. Dopo la terribile diagnosi, il professor Zamboni aveva giurato di trovare una cura per la sclerosi multipla e dopo 15 anni di studio e di tentativi sembra arrivato al successo.
Il dato personale dà alla vicenda un tratto di umanità che potrebbe accompagnarsi a una ricerca scientifica potenzialmente rivoluzionaria. Finora, l'approccio alla malattia cercava la soluzione nel sistema immunitario, mentre il dott. Zamboni sembra svelare ora alla comunità scientifica una verità assai più facile da individuare, ovvero un'implicazione cardiovascolare.
In questi giorni, a Buffalo, negli Stati Uniti, un gruppo di ricercatori sta lavorando all'ipotesi di Zamboni tentando di verificare la bontà dell'intuizione su un gruppo di 1.100 pazienti, sottoposti ad eco-doppler sulle vene del collo e della testa.
“Se saremo in grado di dimostrare la teoria proposta dai colleghi italiani di 'insufficienza venosa cronica cerebro-spinale' – hanno dichiarato gli scienziati americani – la nostra comprensione della sclerosi multipla potrebbe cambiare”.
http://italiasalute.leonardo.it
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